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25 Maggio 2020 in Senza categoria
Dettaglio della copertina © 2020 Edizioni Ca’ Foscari – Digital Publishing

Cosa vuol dire essere uno ‘sciamano’ a Tokyo oggi? In che modo è rappresentato il ruolo dell’attore sciamanico a livello popolare? Perché risaltano determinate caratteristiche e non altre? Ricercare una risposta a queste domande porta molto presto a rendersi conto della presenza di un discorso in particolare, (ri)costruibile e delimitabile prendendo in esame le diverse narrazioni che stanno al suo interno e che portano alla formazione di un determinato tipo di conoscenza sul tema che è condivisa da una determinata comunità. L’elemento centrale di questo lavoro è proprio l’analisi del discorso che emerge dal contesto metropolitano, con attenzione all’uso dei termini e alle modalità con cui alcuni attori basano su essi la loro interpretazione della realtà. Termini che, come molti altri nel campo di studi delle religioni, si rivelano essere costruiti storicamente, socialmente e culturalmente.

Silvia Rivadossi
“Sciamani urbani. Rintracciando un nuovo discorso nel Giappone contemporaneo”
Edizioni Ca’ Foscari, 2020
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Perfect Liberty Kyōdan. L’arte al servizio della salvezza

18 Maggio 2020 in Nuove religioni

di Maria Grazia Virzì

L’elaborato mira a presentare il Perfect Liberty Kyōdan, uno dei movimenti religiosi sviluppatisi in Giappone alla fine del secondo conflitto mondiale per opera di Tokuchika Miki, che riformula in chiave moderna e democratica gli insegnamenti del padre, arricchendoli di uno spirito universale e inclusivo.
Il Perfect Liberty Kyōdan elabora la propria visione seguendo una prospettiva etico-artistica, secondo la quale il fulcro dell’intero pensiero religioso risiede nella concezione della vita come arte e promuove una serie di linee guide per la disciplina del comportamento umano che devono allinearsi ai concetti di equilibrio e armonia.
Il discorso viene analizzato attraverso la riflessione su alcuni principi cardine che mettono in evidenza l’importanza della dimensione estetica e della pluralità dello spirito religioso, la sua concretizzazione terrena e il ruolo dell’uomo e della donna all’interno di un’idea di società basata sul principio di uguaglianza.
Infine, vengono sottolineati due ulteriori fattori: l’organizzazione aziendale, attraverso cui la religione sembra ricevere un valore commerciale, e l’internazionalizzazione. In particolar modo, viene messo in risalto il processo di assimilazione del messaggio del PL Kyōdan nella società brasiliana.

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Analisi della relazione tra il buddhismo e Internet

11 Maggio 2020 in Buddhismo

di Noemi Buraschi

Negli ultimi anni, Internet è diventato uno strumento estremamente comune che permea quasi ogni aspetto della nostra vita quotidiana. La sua influenza, infatti, non si limita a sole realtà pratiche, quali il lavoro, le news o i contatti sociali, ma arriva ad influire persino sulla sfera spirituale.
Anche una religione come quella buddhista deve fare i conti con tale nuovo mezzo di comunicazione.
Faccia a faccia con un medium che si apre a un flusso bidirezionale di informazioni, come hanno reagito le istituzioni buddhiste? Il modo in cui tale nuovo medium è stato accolto e sfruttato varia da paese a paese?
Queste sono le domande cui questo elaborato cerca di dar risposta, esaminando in primis le pagine web delle istituzioni buddhiste in tre zone distinte – Giappone, Italia e Stati Uniti d’America – per cercare, se sussiste, uno schema comune.
In seguito, l’elaborato prende in esame anche quella parte del ciberspazio che non è istituzionalizzato, per indagare in quale modo il buddhismo si presenta in un ambiente dove non esiste un’autorità fissa e immutabile.
Da tale studio, risulta evidente che, nonostante l’estrema fluidità propria di Internet, le istituzioni ufficiali buddhiste preferiscono rimanere in controllo delle informazioni e diffonderle in maniera unilaterale; si sono pertanto avvicinate al nuovo medium in maniera non differente da come utilizzavano quelli precedenti.
D’altra parte, il Web 2.0 non istituzionalizzato ha permesso un’estrema democratizzazione delle informazioni e nuove forme di autorità che i singoli utenti creano per se stessi; se da un lato questo consente un dialogo paritario, dall’altro rende necessaria una buona dose di scetticismo da parte di coloro che usufruiscono del World Wide Web.

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