Shintō ed ecologia: rapporto effettivo o greenwashing?

5 Dicembre 2022 in Shintō

di Michele Rigodanzo

Una credenza comune nell’area euro-americana vuole che il Giappone sia un luogo dove gli abitanti vivono in armonia con la natura, anche grazie all’influenza dello Shintō. Partendo dal famoso articolo The Historical Roots of Our Ecological di Lynn White e dopo un’accurata ricerca bibliografica utilizzando come testo di riferimento Sacred Forests, Sacred Nation: The Shinto Environmentalist Paradigm and the Rediscovery of ‘Chinju No Mori’ di Aike P. Rots, ho analizzato come lo Shintō ha progressivamente enfatizzato le proprie caratteristiche ecologiche ed ambientaliste in modo da ricavarsi una nuova identità di religione di pace e armonia dell’uomo con la natura. L’elaborato si concentra sull’analisi del cambiamento di attitudine verso le Chinju no Mori (foreste sacre), arrivando alla conclusione che la visione dello Shintō e di conseguenza del Giappone come intrinsecamente ambientalisti sia problematica, dato che il Giappone è uno dei paesi con più alto debito ecologico e lo Shintō ha solo di recente “riscoperto” l’ambientalismo come strumento di costruzione di comunità e di nuove narrazioni sul proprio conto.

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Il fascino di Aum Shinrikyō: le motivazioni che spinsero i fedeli a unirsi al movimento

28 Novembre 2022 in Nuove religioni, Religione e società

di Alessia Pinna

In seguito all’attentato alla metropolitana di Tokyo del 20 marzo 1995 ad opera del movimento religioso Aum Shinrikyō, diversi studiosi hanno prestato una maggiore attenzione alle persone facenti parte di questo movimento, analizzando le ragioni che le avevano spinte ad associarsi ad esso spesso rinunciando anche a ogni legame con le loro famiglie, la loro vita precedente al movimento e il resto della società giapponese. In questa tesina è mia intenzione analizzare le principali motivazioni che spinsero i membri di Aum Shinrikyō ad aderire al movimento, analizzando innanzitutto le principali caratteristiche comuni a molti membri, quali il loro status sociale medio-alto, il senso di alienazione da loro provato nei confronti della “normale” società giapponese e le loro necessità spirituali. Segue poi una parte di analisi della figura di Asahara Shōkō e della sua importanza nell’attirare nuovi discepoli. Nell’ultima parte mi concentro sull’analisi di alcune testimonianze di membri ed ex-membri raccolte da Murakami Haruki e Ian Reader nei loro studi relativi ad Aum Shinrikyō, tra cui le esperienze di Hayashi Ikuo e Inoue Yoshihiro, entrambe figure di rilievo all’interno del movimento e che erano stati direttamente coinvolti nell’attentato del 20 marzo 1995.

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Morte tra passato e presente: il rito funebre alla luce della nuova ideologia dell’individuo

21 Novembre 2022 in Religione e società

di Renée Kristel Gjipalaj

Con l’avvento della cosiddetta società dei consumi, il rito funebre, in quanto espressione della società, muta di conseguenza: in questo elaborato, dunque, si andrà ad analizzare come questa variazione sia andata a influire sulla percezione che del defunto si ha all’interno del rituale.
Il funerale, facendo un confronto con il rituale funebre preindustriale, si adatta alle nuove esigenze di una realtà altamente globalizzata e commercializzata: quale sia il ruolo che in questo contesto viene ad assumere il defunto è, dunque, un riflesso di una nuova comprensione della morte, per cui vari fattori (l’aumento dell’aspettativa di vita, il processo di mercificazione che il funerale subisce o il cambiamento nel ruolo della comunità e dell’individuo nella società, ad esempio) concorrono a formare e plasmare un evento altamente individualizzato in cui il defunto diventa soggetto di un rito deputato alla sua commemorazione e celebrazione.

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Memoria e Commemorazione tra atto politico e atto religioso nel Giappone del Secondo Dopoguerra: i casi di Yasukuni e Hiroshima

7 Novembre 2022 in Religione e società

di Maia Balzanelli

Questo elaborato ha lo scopo di esplorare le motivazioni e le conseguenze politico-religiose delle modalità di commemorazione dei caduti in guerra e di celebrazione e ricostruzione della memoria storica decise dal governo giapponese post-Occupazione, alla luce degli accadimenti della Seconda Guerra Mondiale. Verrà dapprima esposta una breve analisi della commistione politico-religiosa esistente in Giappone fin dai tempi più antichi e del particolare sincretismo religioso proprio di questo paese, per passare poi ad un approfondimento di quelle che sono state alcune delle conseguenze che la Resa incondizionata, l’Occupazione alleata e alcuni importanti provvedimenti politici dello SCAP (tra cui la “Shintō Directive” del 1945 e la Costituzione del 1946), presi nei confronti del governo e della società giapponese nel suo complesso, hanno avuto sulla celebrazione e ricostruzione della memoria storica e sulle pratiche commemorative dei caduti in guerra. Alla luce di tali considerazioni e attraverso le teorie dei lieux de mémoire di Pierre Nora e del travail de mémoire di Paul Ricoeur, verranno dunque infine presentati gli esempi del Santuario di Yasukuni (Tokyo) e del Memoriale della Pace (Genbaku Dōmu) di Hiroshima, controversi in quanto si osserverà che: il primo, nonostante luogo dichiaratamente religioso, ha in realtà assunto nei secoli un significato altamente politicizzato; il secondo, nonostante luogo dichiaratamente secolare, non é però del tutto svincolato da legami con la religione e la politica.

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